Romantico

ROMANTICO
Del vitigno Sangiovesese ne ha notizia sin dal periodo etrusco, intorno all’VIII secolo a.C. e il suo nome potrebbe derivare dal termine “Sangue di Giove”, a testimonianza dell’antico legame tra vino e divinità. Un’altra teoria meno vaga fa risalire l’origine del nome alla provenienza da San Giovanni Valdarno.
Tra la leggenda che vuole Diomede sbarcato sulle rive del Gargano portando dei tralci di vite, che ha trovato qui il suo habitat naturale, a Federico II di Svevia che amava degustare il “corposo vino di Troia”, fino ad arrivare ai marchesi D’Avalos che acquistata la città nel 1533, e notata l’assoluta qualità ed attitudine dei terreni circostanti incrementarono notevolmente le coltivazioni di quest’uva.

L’uva di Troia è un vitigno autoctono pugliese. Il nome lascia immaginare una sua provenienza dalla città di Troia, in provincia di Foggia, molto probabilmente fondata da coloni greci, anche se non si può non considerare l’ipotesi di una provenienza albanese dalla città di Cruja.
È coltivato lungo la zona litoranea pugliese, nel nord barese e nella provincia di Bari. L’uva di Troia è anche detta Nero di Troia.

Troia/Sangiovese I.G.P. Puglia

Formati: bottiglie 750 ml

DATI AGRONOMICI
vitigno: Troia/Sangiovese
zona ubicazione vigneti: Puglia- Capitanata
altitudine: 100 mt. s.l.m.
tipo di suolo: eluviale calcareo – argilloso
sistema di allevamento: spalliera
resa per ettaro: 90 ql
epoca di vendemmia: inizio di settembre

DATI ENOLOGICI
vinificazione: pressatura soffice con macerazione di poche ore
affinamento: acciaio 3 mesi – bottiglia 1 mese
resa di uva in vino (%): 70
estratto secco (gr./lt): 24,5
acidità totale (gr./lt): 6
ph: 3,20
zuccheri residui (gr./lt): 3,2
alcol svolto: 13,0% vol

CARATTERISTICHE ORGANOLETTICHE
colore: violaceo non intenso, anzi luminoso e trasparente, con note di mora e ciliegia nera, ancora giovane e vinoso, con accenni di smalto
profumo: odore intenso, etereo.
sapore: asciutto, pieno e robusto, equilibrato e persistente